TROPPE POLEMICHE GRATUITE

E’ vero che siamo in campagna elettorale e che ogni motivo è buono per portare un po’ di acqua al proprio mulino, ma perché la polemica deve essere sempre sterile e mai costruttiva? PISTOIA E’ CASA MIA, la mostra voluta dall’Amministrazione comunale e realizzata nelle Sale Affrescate di Palazzo di Giano altro non è che un resoconto, fatto di eventi , ripresi in gran parte dalla stampa, accaduti nel decennio 2002-2012. Una serie di pannelli appesi alle pareti raccontano soprattutto di personaggi pistoiesi scomparsi, di qualche nuova realizzazione in città, di momenti collettivi, taluni neppure troppo noti, di iniziative sociali. La mostra è sicuramente di scarso pregio e di poco interesse. E’ un lavoro nel quale traspare il taglio interno, ma è ben lungi dall’essere un’apologia del Sindaco e della sua opera nei dieci anni di governo della città. Forse se i soliti noti avessero dato un’occhiata, prima di urlare allo scandalo su tutta la stampa, si sarebbero resi conto che tanto casino era fuori luogo.

8 pensieri su “TROPPE POLEMICHE GRATUITE

  1. “Pistoia è Casa mia”, Lei dice.

    Purtroppo c’è gente che quando entra in casa non si toglie le scarpe, non si cambia e non si lava le mani.

  2. No, no, non lo dico io l’ha detto chi ha scelto il titolo della mostra. Una mostra che può avere mille difetti, ma che per lo meno prima di essere criticata va guardata. Non apprezzo chi polemizza solo per spirito di opposizione a priori, non mi pare corretto.
    Dopo ciascuno può esprimere l’opinione che vuole, fare i propri distinguo, protestare, ma non prima di sapere di cosa si tratti!

    Poi può essere anche vero che qualcuno quando entra in casa propria non si tolga le scarpe, né si lavi le mani, ma non possiamo affermarlo a priori se non siamo stati a casa sua e non lo abbiamo verificato.
    Non crede Massimo?

  3. Certo, è vero.

    Però la mia metafora aveva un senso più generale.

    Lei ama Pistoia e dice è la mia casa ( mia mamma c’è nata, peraltro, in via del Leone)

    Mi ha colpito quello. Anche io la penso cosi.

    Io voglio bene al mio Paese e la mia metafora era dedicata a quelli che fanno finta di interessarsene, ma lo stanno svendendo e rovinando.

    buonagiornata

  4. No Massimo, continuiamo a non capirci. “Pistoia è casa mia ” è solo un titolo di una mostra, non sono parole mie.
    Per carità è anche casa mia, ma non di più di quanto consideri casa mia la Versilia dove vivo parte dell’anno.
    A Pistoia vivo da sempre, c’è la mia famiglia, la mia casa di bambina, parte dei miei amici, parte dei miei ricordi, non ci sto male, ma per certe cose non mi ci trovo.
    Vorrei di più per la mia città, soprattutto dal punto di vista culturale. Non che ci manchi il patrimonio artistico, tutt’altro, ma non è sufficientemente valorizzato, gli stimoli culturali sono pochi, mancano gli ambienti intellettuali e i luoghi dove si fa realmente cultura, in modo evidente e conosciuto, sono rari.

  5. A proposito di polemica “sterile”, non ho volutamente preso parte all’ennesima iniziativa culturale di regime (ripugnerebbe alla mia coscienza), ma visto che Lei, che ha vedute più larghe delle mie ristrettissime, ha visitato questa memorabile mostra dal “taglio interno” pagata con soldi dal taglio piuttosto “esterno” (cioè di tutti i cittadini pistoiesi, quindi anche miei), mi dica (solo per citare due “eventi ripresi in gran parte dalla stampa”): le foto delle antiche mura miseramente crollate sotto un po’ di pioggia ci sono, per caso? una foto del lager dove venivano pestati selvaggiamente bambini innocenti sotto l’occhio poco vigile (quando non connivente) di chi aveva istituzionalmente il dovere di controllare, ci sono? Se dovessero esserci, sono pronto a ricredermi sul senso ed il significato dell’iniziativa (e magari a visitarla). Grazie per l’ospitalità sul suo blog.

  6. Buongiorno Ivan, è un piacere ospitarla.
    Ho trovato la polemica sterile, come spesso se ne fanno, per due motivi. In primo luogo perchè è stata fatta prima ancora che si potesse sapere di che cosa si trattasse, in secondo luogo perchè come ho detto il prodotto è di così scarso valore che non valeva la pena urlare tanto, gli si è dato un risalto che altrimenti non avrebbe avuto.
    Sono un insieme di immagini, di ritagli di giornali appesi alle pareti a fare da contorno a 10 tabelloni bianchi nei quali ci sono scritti circa una ventina di eventi avvenuti in quell’anno. Le consiglio di andare a darla un’occhiata quando passa da piazza Duomo. Sono dell’idea che sia giusto esprimere il proprio punto di vista e anche criticare con veemenza, ma bisogna sapere di cosa si sta parlando per poter essere forti delle proprie ragioni. Non è ignorando la mostra che si fa spregio al Sindaco o all’Amministrazione, è più efficace una consapevole e puntuale analisi che stimoli la riflessione di tutti.
    Se ci va con un po’ di tempo e ha voglia di mettersi lì a esaminare uno per uno tutti gli eventi citati vedrà che troverà diversi spunti per una discussione.

    Buona giornata, a presto

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