NASCE IL COORDINAMENTO REGIONALE DEL PARTITO

Domani al Principe di Piemonte prima riunione ufficiale del coordinamento regionale del PdL Toscano. Più che dello champagne  per il varo del nuovo organismo è attesa  una querelle. Alla vigilia della riunione dei vertici regionali non mancano infatti le polemiche e le accuse. Sulla stampa di stamani la promessa, da parte di un gruppo di leader locali e nazionali, dell’apertura di una guerra intestina al partito. Dopo essere riusciti a comporre le legittime esigenze di Forza Italia, Alleanza Nazionale e dei partiti minori, addivenendo a una sintesi condivisa sulla quale si regge il partito, la nascita di correnti di rottura non era in questo momento auspicata.  Vediamo domani cosa accadrà!

7 pensieri su “NASCE IL COORDINAMENTO REGIONALE DEL PARTITO

  1. ciao francesca come stai? sono andrea di forza nuova l italia sta sempre piu sprofondando nel ridicolo con i soliti attacchi al premier ma la nostra patria ne uscira come sempre a testa alta mi fa piacere che in questi giorni si stia parlando della possibilta di introdurre la ridistribuzione degli utili agli operai idea storica dell estrema destra italiana legge che fu scritta nel 1944 ma per via della guerra non fu mai applicata ti saluto e ci sentiamo ciao andrea

  2. Ciao Andrea, tutto bene. Ho fatto una lunga e intensa estate, è stata faticosa, ma piena di soddisfazione, stamani sono tornata a scuola, sotto il diluvio universale.

  3. Riporto testualmente interessante intervento dell’Assessore regionale alle Politiche Sociali Gianni Salvadori, pubblicato su “La Repubblica” di Domenica 6 Settembre, in merito alle recenti dichiarazioni del presidente della Camera dei Deputati Gianfranco Fini in materia di immigrazione, con la finalità costruttiva di promuovere un dibattito al riguardo

    “FINI, IL VOTO AGLI IMMIGRATI E IL CENTRODESTRA CHE SBAGLIA”
    «Fini ha ragione quando afferma che è giusto concedere il voto agli immigrati alle elezioni amministrative. E sbaglia il centro destra toscano che sul voto e le altre politiche di accoglienza nei confronti degli immigrati che vivono stabilmente in Toscana ha alzato le barricate. A più riprese. Ormai sono numerose le sollecitazioni verso questa direzione. La posizione del presidente della Camera non è una novità sconvolgente ma, riaffermata in questo momento, suona tanto come un chiaro messaggio indirizzato al Pdl a mettere la parola fine alle strumentalizzazioni ideologiche e a concentrarsi sulle porposte concrete. Durante il suo intervento, giovedì scorso a Perugia al convegno delle Acli, Fini ha detto che integrazione significa avere diritti politici e ha ricordato le positive esperienze fatte in altri paesi, come in Danimarca, Svezia, Finlandia e Olanda, dove, con scelte coraggiose e lungimiranti, si è cercato di riavvicinare la cittadinanza sociale a quella politica oltreché fornire nuove opportunità di integrazione ai lavoratori stranieri attraverso la partecipazione alla vita democratica. Parole che non fanno altro che interpretare il significato del lavoro sul quale ci siamo impegnati in Toscana in questi anni: con la legge regionale sull’accoglienza agli immigrati e con la proposta di legge per il voto agli immigrati. Ancor prima con l’auspicio contenuto nel nuovo Statuto della Regione, che la Corte costituzionale, a cui il governo Berlusconi era ricorsa, ha giudicato legittimo. Ma il presidente della Camera non è il solo, nel Pdl, ad avallare le nostre tesi. Un’altra testimonianza del clima di dibattito interno al centro destra sul tema dell’immigrazione arriva da Giuliano Cazzola, vice presidente della Commissione lavoro. Dopo aver evidenziato l’apporto degli immigrati al gettito fiscale -7 miliardi per circa il 4 per cento dei contributi previdenziali versati in Italia nel 2007- scrive sul Sole24ore di giovedì che “la politica deve gestire i problemi con rigore e fermezza, senza mai voltare le spalle alla razionalità” e che “l’immigrazione non è solo una necessità, ma può essere un’importante risorsa”.
    Sia Fini che Cazzola non fanno altro che analizzare con obiettività e realismo la situazione attuale dell’Italia. Non quindi una presa di posizione strumentalmente ideologica, come quella ad esempio che ha mosso il Pdl toscano a ricorrere contro la legge sull’immigrazione ma il tentativo di ragionare seriamente su un fenomeno che ha bisogno soprattutto di proposte concrete. Un messaggio chiarissimo, di cui tutto il Pdl, soprattutto quello toscano, dovrebbe far tesoro».

  4. Grazie Leonardo per il contributo. Mi fa piacere pubblicare il tuo intervento e poter aprire, a quanti vorranno dire la propria, uno spazio di discussione.

    Ciao France

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