Celebrata ieri la nostra serata del Passaggio della Campana nel Lions Serravalle p.se. Si avvicendano quest’anno, alla guida del Club, due uomini, il Presidente Luciano Ciravegna uscente e il Presidente Giuseppe Giusti in entrata. Era da un po’ che non avveniva, vista la tendenza matriarcale che negli ultimi anni ha caratterizzato il Club. Il nuovo staff direttivo sarà composto da Pietro Pane 1 Vice Presidente, Rocco Perotta 2 Vice Presidente, Paola Poggi Segretario, mentre rimarremo nei nostri ruoli di Cerimoniere e Tesoriere io e Rocco Perotta.
Con l’occasione abbiamo salutato anche i due nuovi soci. Si tratta di due gentili signore, Renata Bonelli mia cara collega a scuola di qualche anno fa e Carla Iozzelli, moglie del nuovo Presidente, che vanno a rinsaldare la compagine associativa, dopo le due defezioni degli ultimi mesi che, viste le modalità, avevano lasciato tutti alquanto spiazzati. Era ovviamente presente alla serata, che quest’anno abbiamo voluto informale, il Presidente della Circoscrizione 3 Orazio Bertelli, marito di una socia e caro amico del Club.



In occasione della premiazione dell’Atleta dell’Anno e dell’Atleta Emergente della sezione Giulio Onesti di Roma, è stata allestita nella Sala Rossa del CONI la mostra itinerante che racconta la prigionia degli atleti deportati nei campi di concentramento durante la Seconda Guerra Mondiale. Voluta e organizzata dal Delegato regionale UNVS della Toscana Paolo Allegretti, le tavole stanno facendo il giro del Paese e raccontano il destino di tanti sportivi che si sono scontrati con il tragico destino della deportazione. Tantissimi i partecipanti che hanno applaudito i ragazzi premiati, hanno assistito alla presentazione di quattro libri e si sono fatti trascinare dall’emozione nel ricordo della tragedia dei campi di sterminio. 





In una Torino sempre affascinante, per la prima volta ho visto e toccato il luogo in cui si incontrano i triangoli della magia bianca e della magia nera. Razionalmente ci credo poco, ma istintivamente mi suscitano un certo fascino. L’anello di fronte alla reggia sabauda segna il punto di contatto. Due giorni da turista sono pochi per vedere le bellezze di una città ricca di storia, soprattutto risorgimentale, che è una delle parti che più mi interessa e più ho approfondito. Bello il Museo Egizio anche se, a mio avvisto, strutturato male, un percorso incoerente e confusionario. I pezzi sono però notevoli. La città ha il fascino di una capitale monarchica con ampie strade e piazze, e un sapore al cioccolato fra i tanti antichi e illustri caffè, già frequentati da Cavour piuttosto che D’Azeglio o dalla Contessa di Castiglione piuttosto che da Napoleone e Giuseppina. Bella collezione anche alla Reggia di Venaria con l’immenso parco che ricorda quello di Caserta. Mi è mancato il tempo per andare al Museo del Risorgimento, quindi dovrò tornare al più presto
